Epitalamio lepido (in sonetto caudato)

scritto da Michele 57
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Autore del testo Michele 57

Testo: Epitalamio lepido (in sonetto caudato)
di Michele 57

Quando giunse, non so da quali fonti,
la tal nuova, franò pur una rupe,
mentr’anco, col fagotto, d’orse e lupe,
i cuccioli, svanìan ne l’orizzonti.

La gente si lanciava giù dai ponti,
all’attonito suon di gufi e upùpe;
varcò sì copia d’ombre l’acque cupe,
da strappar a Carón non lievi sconti.

A celebrar sì fulgido imeneo,
smarrita ancor la via per le cantine,
son giunte, per dover di galateo,

le genti ardimentose qui vicine,
chiocciando su Cassandra ed Ecateo (*),
insiem con l’argutissime galline.

E, intanto, fra vezzi e moine,

Ermès, fa ‘l passo e ‘l cenno d’un coreo,
e pone fra' bavagli 'l caduceo.



(*) Quelli di Cassandra e di Ecateo sono i nomi dei due sposi)
Epitalamio lepido (in sonetto caudato) testo di Michele 57
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